martedì 5 marzo 2013

Collettivo “R.Luxemburg” -Acquaviva delle Fonti (BA)-


Il cuore dell’IISS “R.Luxemburg di Acquaviva delle Fonti della provincia di Bari, con il suo personale umano femminile vive un momento di impegno teso al cambiamento con iniziative e prospettive ampie di ricerca continua per il bene comune.

Alla luce di questo fermento il giorno 19 febbraio un gruppo di oltre dieci insegnanti donne firmatarie dell’appello “Dipende da noi Donne” si sono riunite in amicizia e armonia nel rispetto della crescita e dell'arricchimento di ognuna.

Lo stare assieme con obiettivi condivisi ha permesso la costituzione del collettivo di donne denominato “R.Luxemburg”, che ha come obiettivo la libera manifestazione di solidarietà a favore delle vittime di violenza di ogni genere e creare il richiamo al protagonismo di ogni donna. 

Nel primo incontro dal titolo “La violenza alla donna”, le insegnanti hanno stilato un questionario – indagine one-line in forma anonima, rivolto a tutte le studentesse, docenti e personale Ata, con lo scopo di valutare le condizioni della donna.

Il collettivo nasce tra le lavoratrici e le studentesse dell’Istituto con l'intento di estendersi su tutto il territorio, con attività di solidarietà, sensibilizzazione, collaborazione con i gruppi nati dall’appello “DDD”, organizzazione di varie iniziative(incontri con l’autore, cineforum,laboratori teatrali, meeting, ecc.).

L’intento è creare solidarietà fra donne che scelgono di reagire per affermare la propria dignità, pretendere rispetto e scegliere in libertà ogni aspetto della propria esistenza. Il collettivo vuole dare inizio e incoraggiare al protagonismo delle donne per nuove relazioni umane e solidali di aiuto, per confrontarsi e discutere su temi come: la violenza, il rispetto, la dignità, la libertà e l’autonomia della donna. L’essere auto organizzate, indipendenti e impegnate a costruire relazioni autentiche di sorellanza, rispetto e conoscenza per divenire protagoniste, senza delegare nessuno a decidere per loro.

Tutte assieme con slancio e libertà di affermazione della propria identità col conforto dei nostri sguardi, diamo inizio ad un percorso di carattere ampio di relazioni per la nostra vita comunitaria che si propone di crescere assieme nel benessere comune. A dimostrazione dell’entusiasmo solidale, oltre ottanta donne sono state firmatarie dell’appello “DDD”…..e la nostra avventura continua.

Rosa Abrusci




venerdì 22 febbraio 2013

“One billion rising” - Genova

"sorelle, madri, maestre e creature bellissime, meravigliose...."
 gioiose contro la violenza

In tante e in diverse città di più di 200 paesi del mondo
 ci siamo ritrovate quasi in contemporanea, 
il 14 febbraio nell’iniziativa “One billion rising“, 
un miliardo si sollevano contro il femminicidio, 
ballando sotto le note di “break the chaine”, spezza le catene. 




Il cui testo e coreografia della danza (che per molte di noi ha significato ritrovarsi nei giorni precedenti per provarne i passi) esprimevano il No alla violenza, unendosi e riconoscendosi, come si dice nel testo, sorelle, madri, maestre e creature bellissime, meravigliose. 

Lynn Andersen l’ha scritta ispirandosi alle ultime mobilitazioni delle donne in India contro gli stupri, e poi pensata e arricchita di coreografia per questa giornata. Preparata attraverso il mondo virtuale, da cui c’è sempre il rischio di non percepire il reale coinvolgimento diretto ed umano, è stata comunque accolta da molte di noi (organizzate e non), ma anche da poco credibili (ipocriti e strumentali) politici e istituzioni. 

Le immagini di questa giornata, belle sopratutto quelle dall’India, confermano che forse inizia ad esserci una crescente attenzione e nuova disponibilità a reagire di tante, e finalmente anche in modo gioioso e vitale, contro la recrudescena patriacale. Spinte importanti seppure confuse perchè ancora troppo imbrigliate di politica e di delega, ma da saper interpretare, incontrare e rafforzare, vivendo ad esempio questi momenti come occasione per conoscersi e ritrovarsi. Anche il palco del festival di Sanremo, grazie alla Litizzetto, ha dato spazio a questa giornata, che ci ha viste anche a Genova essere in tante a De Ferrari (ed eravamo veramente creature bellissime, meravigliose… 


Noi del Collettivo Maripose c’eravamo a ballare e a raccogliere firme per l’appello: “libertà, dignità, rispetto: Dipende da Noi Donne”. 

E questo ci ha permesso di conoscere Renata, Maria, Luisa, Angela, Alda, Maria, Franca, Annalisa, Giuliana, Marcella, Margherita, Gabriella, Rossana, Giuliana, Ginevra, Sabrina, Luana, Edda, Monica, Patricia, MGrazia, Rita, Francesca, Liliana, Paola, Erika, Maria Grazia, Giuseppa, Elena, Serena, Sara, Stefania e tante altre, con loro ci siamo scambiati telefoni o mail. Ci siamo confrontate su esigenze e riflessioni comuni, dal non affidarsi a momenti estemporanei o al mondo virtuale, al non delegare ad altri/e il nostro protagonismo e la nostra vita. 

Abbiamo raccontato del nostro collettivo e di altri gruppi che, anche grazie all’appello, si stanno costruendo da Genova a Palermo come iniziali esempi di ambiti di protagonismo, sorellanza, solidarietà e amicizia. E le abbiamo anche invitate alla seconda assemblea delle firmatarie a Roma il 23 Marzo. Insomma è stata una bellissima giornata, adesso dipende da noi (donne) far si che questo si dia tutti i giorni…con continuità. Il prossimo appuntamento? L’ 8 marzo…ma tutti i giorni!

Enza B.

martedì 19 febbraio 2013

2^ Assemblea Nazionale DDnD




Carissime amiche, 
siamo liete di invitarvi alla seconda assemblea nazionale delle firmatarie dell’appello “Libertà, dignità, rispetto: dipende da noi donne”, dei gruppi e dei collettivi che vi fanno riferimento, che svolgeremo a Roma sabato 23 marzo prossimo.
  
È passato un anno dalla prima assemblea del 3 marzo scorso e abbiamo mosso i primi passi: numerose donne hanno continuato a sottoscrivere l’appello, nuovi gruppi sono sorti e diverse esperienze hanno preso vita. Abbiamo potuto leggere sul Foglio n.1 di DDD e sul blog che le amiche di Ferrara hanno curato, delle realtà di Palermo, Napoli, Roma, Ferrara, Genova e Brescia. Negli ultimi mesi diverse iniziative sono state svolte in altre città, ad esempio a Zagarolo (RM), e altre esperienze stanno sorgendo ad Acquaviva delle Fonti (BA) e a Vicenza. 

Stiamo operando in un contesto avverso al protagonismo delle donne e per nulla semplice. La decadenza e la recrudescenza patriarcale sono sempre più manifeste e violente. Mentre i vari politici di turno ora in campagna elettorale barattano voti offrendo una presunta difesa delle donne in cambio di una delega in bianco. La volgarità di Berlusconi sostituita dalle misure antifemminili del successivo governo Monti hanno contribuito a peggiorare le condizioni di vita in questo paese. 

In questo quadro le nostre iniziali esperienze e il nostro protagonismo sono segnali di grande valore, di cui essere maggiormente consapevoli. Sono esempi di possibile inizio di ambiti solidali e di relazioni benefiche per tante donne. Ambiti in cui, in modo essenziale, stiamo cercando insieme di reagire alla violenza nei suoi molteplici volti e agli attacchi alla nostra libertà di scelta, come ad esempio gli attacchi alla Legge 194 sul diritto d'aborto. In questi gruppi e collettivi, tra amiche firmatarie dell’appello, stiamo provando a sperimentare la possibilità di vivere meglio, cominciando a cercare assieme uno sguardo diverso, affermativo e positivo, innanzitutto di noi donne e della nostra capacità e possibilità di emersione benefica dal contesto decadente in cui ci troviamo. Nel confronto abbiamo ritrovato aspirazioni comuni a una vita migliore, molto spesso invece macchiata dalla violenza e dalla prepotenza maschile e patriarcale. Aspirazioni a una vita migliore che molte donne pagano a caro prezzo. Solo nel 2012 in Italia sono più di 120 le donne assassinate da uomini che erano mariti, fidanzati e più spesso ex. 

Per reagire al tragico assassinio di Carmela, avvenuto nell’ottobre scorso per mano dell’ex-fidanzato della sorella Lucia, le amiche e compagne di Palermo scrissero così: “siamo con tutte le donne che scelgono di decidere della propria vita e per questo subiscono violenze, purtroppo quotidianamente, com’è successo a loro. Il dolore è grande per tutte e può bloccarci, ma facendoci forza possiamo reagire. Dipende da noi. Rifiutiamo le relazioni che ci fanno soffrire e scegliamo di avere accanto le persone che ci amano veramente.”

Questa seconda assemblea può rappresentare un salto di coscienza e d’impegno comune. Perciò come coordinamento dell’appello vi proponiamo una Carta d’intenti che vorremmo sia discussa nelle realtà locali e votata all’assemblea nazionale. Questa Carta d’intenti vuole esprimere chi siamo, quali principi ci uniscono e quali sono le nostre intenzioni. Ciascuna e ciascun gruppo o collettivo potrà poi farla vivere come meglio vorrà.

Se desideri ricevere maggiori informazioni o collaborare con i gruppi locali per la stesura della Carta d'intenti puoi contattaci scrivendo all'indirizzo e-mail dipendedanoidonne@libero.it, 


Vi aspettiamo … 


SABATO 23 MARZO
ORE 10,30
CASA DELLA COMUNE, VIA DI PORTA LABICANA 56/A (Q. SAN LORENZO) – ROMA


con affetto
Enza B. e Sara A. del coordinamento Dipende Da noi Donne


mercoledì 30 gennaio 2013

Riflessioni intorno alla cultura - Ferrara

La partecipazione di tante donne all'iniziativa del 24/11/12 a Ferrara, ci ha trasmesso energie positive, dimostrando quanto sia forte per tutte noi la voglia di incontrarsi e discutere.
C'è tanta rabbia per gli episodi di violenza che sembrano inarrestabili, ma come gruppo abbiamo scelto di non fermarci ai sentimenti negativi, ma di impegnarci nell'organizzazione e nella promozione di una serie di iniziative,

                                per riflettere assieme intorno al tema della cultura. 

Con gli incontri in calendario per i prossimi mesi, vogliamo proporre un percorso che ci permetta di conoscere e di approfondire le caratteristiche migliori del genere femminile, non solo le dinamiche che hanno permesso all'(in)cultura patriarcale e maschile di affermarsi e dominare nelle nostre società. Conoscere per capire come ogni giorno possiamo lottare contro questa (in)cultura per affermare una cultura positiva di "Libertà, Dignità e Rispetto".

Programma delle Iniziative
in collaborazione con Centro Documentazione Donna Ferrara
e Prospettiva Edizioni.
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Presentazione e discussione sul tema del linguaggio:
"Che Genere di Linguaggio"
di Luciana Tufani
Luciana Tufani, direttora di Leggere Donna, presenta il suo lavoro sul linguaggio di genere.
A seguire è previsto un momento di dialogo con l'autrice per riflettere insieme sul significato del femminile e del maschile nella lingua italiana e sul significato del linguaggio in generale.

il 16/02/13 alle ore 17:00
presso il Centro Documentazione Donna 
in Via Terranova, 12/b Ferrara. 
A seguire aperitivo.

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Presentazione del Libro:
L'Imbroglio del Dr. Freud.
Una perversa invenzione maschile
di Carla Longobardo, Monica Bianchi, Sara Andreotti.
Prospettiva Edizioni 2011

Un misero inno al sesso meccanico e fallocentrico, una visione capovolta delle qualità umane e innanzitutto femminili, una concezione antropologica totalitaria e mortifera...
E allora perché la prepotente ideologia psicoanalitica continua a proliferare?
Tre saggi critici per interrogarsi e indagare le cause di una delle più colossali truffe culturali del Novecento.

il 16/03/13 alle ore 17:00
presso il Centro Documentazione Donna
in Via Terranova, 12/b Ferrara.
A seguire aperitivo.
Saranno presenti le autrici Carla Longobardo, Monica Bianchi e Sara Andreotti.
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Presentazione del Libro:
L'Origine Femminile dell'Umanità
Dialoghi, lezioni, articoli.
di Sara Morace con Dario Renzi.
Prospettiva Edizioni 2012


Riconoscere l’origine femminile dell’umanità apre orizzonti nuovi ed ancestrali a un tempo. Le antiche e gli antichi l’avevano intuita e sacralizzata. Il patriarcato si è adoperato a negarla, e continua a farlo. Noi tutti possiamo scoprirla e teorizzarla a vantaggio dell’intera specie umana. Le donne vengono prima: lo dicono le scienze biologiche e cognitive, lo testimonia la vicenda di ciascuno e di tutti, la vita quotidiana lo conferma di continuo. Nonostante le guerre e le tragedie siamo vivi grazie alle prime attrici della vita. Riconoscerlo, impararlo, pensarlo ci può aiutare a vivere meglio assieme, donne e uomini.

Un percorso originale e propositivo in cui le differenze tra donne e uomini invece che un eterno irrisolto possono essere una benefica e gioiosa possibilità.

il 13/04/13 alle ore 17:00
presso libreria Ibs.it
Piazza Trento e Trieste, Palazzo San Crispino.
Ex libreria Melbook.
Sarà presente l'autrice Sara Morace.

martedì 15 gennaio 2013

1000!!!!!


1000 sottoscrizioni all'appello!

per scaricare l'appello aggiornato clicca sull'immagine!!!


Care amiche,

abbiamo raggiunto mille sottoscrizioni all'appello.
In queste settimane si è aggiunta anche quella di FIORELLA MANNOIA!



In alcune città stiamo continuando a raccogliere firme, a riunirci e ad organizzare iniziative, nella sezione "dove trovarci" si possono trovare i riferimenti per contattarci.



Nel frattempo stiamo pensando al prossimo incontro nazionale delle firmatarie e dei gruppi che fanno riferimento a "Dipende da noi donne". Il nostro proposito è di incontrarci entro la primavera per conoscerci, confrontarci e
decidere assieme come proseguire in quest'opera di costruzione di relazioni di solidarietà nella quotidianità a partire dalla vita.



Gli aggiornamenti saranno disponibili in questo blog.



A presto
Sara (del coordinamento nazionale)

venerdì 28 dicembre 2012

Tutte noi offese e colpite dalle parole di Don Piero Corsi


Da Enza 
una risposta alle parole offensive di Don Piero Corsi

Sono veramente troppo, troppo offensive e preoccupanti le parole contro le donne che Don Piero Corsi, parroco di Lerici, vicino La Spezia ha scritto su un volantino fatto affiggere sulla sua chiesa prima di Natale. In sintesi ha scritto e pensa che se esiste il femminicidio, se tante donne vengono uccise da maschi (ex nella maggior parte dei casi o comunque conoscenti) ebbene è tutta colpa delle donne!

Ma in tante a Lerici hanno reagito tempestivamente, sia con lo sciopero della messa di Natale, che organizzando un sit-in in minigonna per domani.

Giustamente “Non è solo un problema di forma o di dignità lesa – ha dichiarato Moscatelli di Telefona Rosa – ma è una vera e propria istigazione a un comportamento violento nei confronti delle donne perché si offre una inaudita motivazione ad atti criminali contro di esse”. 
Lo stesso prete tra l'altro è già stato protagonista in passato di altre dichiarazioni offensive di tipo razziste e anti-islam. Se un pubblico ufficiale della Chiesa arriva a tanta prepotenza e malvagità senza per niente preoccuparsi delle conseguenze delle sue dichiarazioni, vuol dire che viviamo in un contesto per cui tutto può essere lecito: da uccidere le donne a istigare a farlo o offenderle. E soprattutto in cosa si differenziano le sue parole dalle logiche mortifere per cui tante donne vengono lasciate sole di fronte alle violenze di tanti maschi o dopo una denuncia, o per cui si assolvono tanti stupratori?.

E se si continua (come la stessa Moscatelli fa) a mettere al primo posto la richiesta a Monti o alla politica di prendere posizione o di difendere le donne, si delegherà ad altri e soprattutto a chi intrisi in modo diverso di quella logica.

Invece, insistiamo, partiamo da noi, dal comprendere che veramente dipende da noi donne, dal protagonismo di ognuna e assieme, nei nostri diversi ambiti, non solo cercare di fermare tutte queste prepotenze e barbarie, ma cercare di affermare altro. 

Affermando e rafforzando valori solidali, di cura una dell'altra, di libertà di scelte e di relazioni benefiche. 

L'appello su cui alcune di noi si stanno facendo carico in diverse città, ha un titolo:
“Libertà,dignità,rispetto:dipende da noi donne”, 
che abbiamo bisogno di continuare ad interpretare e vivere quotidianamente,
 assieme e con sempre più altre donne. 

Prendendo sì maggior consapevolezza della complessità e del preoccupante contesto in cui stiamo vivendo e agendo ma anche dell'iniziale strada benefica che stiamo sperimentando e percorrendo assieme in questa ricerca, incluso nel fare più nostra la consapevolezza della forza benefica propria del nostro genere, così fondamentale per noi e tutta l'umanità. 
E speriamo che nel nuovo anno questa consapevolezza cresca insieme a tanti altri nostri sogni.


sabato 1 dicembre 2012

Letture e Parole di Solidarietà e Amicizia




da Ferrara il racconto dell'iniziativa per il 25/11


Letture e parole di solidarietà e amicizia

Sara Andreotti da "La Comune" n. 200



In occasione del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza maschile e patriarcale sulle donne divenuta indicativa in questo paese a seguito della manifestazione nazionale del 2007, con il gruppo Dipende Da noi Donne di Ferrara abbiamo promosso un’iniziativa pubblica di letture in una piazza centrale delle città.


Articoli, saggi, romanzi, poesie di autrici che raccontano di solidarietà e di amicizia tra donne, quale principio imprescindibile e autentico anche di reazione possibile alla violenza patriarcale, che in questo paese ha già significato 105 donne uccise dall’inizio dell’anno per mano maschile. 

Una cinquantina di donne ha partecipato attivamente all’iniziativa contribuendo a leggere, raccogliendo firme per l’Appello “Libertà, dignità, rispetto: dipende da noi donne”, distribuendo il segnalibro che avevamo appositamente confezionato, scrivendo un cartellone (il principale sul protagonismo delle donne nelle rivoluzioni arabe che esponeva foto tratte dalla pagina facebook “the uprising of women in theArab world”), oppure anche ascoltando, cosa non meno preziosa. 




Abbiamo alternato letture di articoli di Sara Morace tratti da L’origine femminile dell’umanità a poesie di Wistawa Szymborsca come “Il gatto in un appartamento vuoto”. C’è chi ha letto una pagina di un romanzo che racconta di una donna che, anche con ironia, chiede a un uomo di rassegnarsi alla sua decisione di cambiare la relazione sentimentale con lui (Elizabeth von Arnim, Lettere di unadonna indipendente), mentre c’è chi ha voluto leggere la storia di chi è riuscita a sfuggire alla violenza che le era inflitta da suo marito (Ada Celico, Le spose di Barbablù). Qualcuna ha letto brani da Il calice e laspada di Riane Eisler e da Larazionalità femminile di Angela Giuffrida, chi un articolo di giornale con i dati della violenza sulle donne in Italia e nella provincia in cui abitiamo. C’è chi ha proposto una riflessione sull’educazione con Dalla parte della bambine di Elena Gianini Belotti e chi ha voluto ripensare al fulgido ma sconosciuto protagonismo delle suffragette ai primi del novecento leggendo una lettera di Emmeline Pethick-Lawrence tratto dal fascicolo di Lucy dedicato ai 150 anni di rivoluzione femminista. Abbiamo chiuso il pomeriggio leggendo l’Appello e invitando tutte le donne alla riunione del prossimo 22 dicembre (in via Terranuova 12/b, presso il Centro documentazione donna). È stato un pomeriggio di incontro e re-incontro, di conoscenza e di approfondimento, da continuare, da sedimentare e da sviluppare.